FAQ

Perché dovrei occuparmi del tema elettricità?

Perché il nostro stile di vita dipende già oggi e in maggior misura domani da un approvvigionamento affidabile di elettricità. Noi diamo per scontato che la corrente fluisca dalla presa, in qualsiasi momento. La usiamo per ricaricare il telefonino, navigare in Internet, lavare i nostri indumenti, cuocere le lasagne nel forno e andare in treno al lavoro. Abbiamo sempre più apparecchi alimentati dall’energia elettrica: giochi elettronici, lettori di MP3, computer. L’energia elettrica è onnipresente e sempre disponibile nella nostra vita, anche se quasi sempre non ce ne accorgiamo neppure. In futuro, l’energia elettrica sarà ancora più importante per la nostra esistenza; infatti, molte applicazioni che oggi si basano ancora sulla combustione di petrolio o gas naturale, per motivi di efficienza e ambientali saranno soppiantate da applicazioni elettriche. Sulle nostre strade del futuro circoleranno più veicoli a trazione elettrica e un numero sempre crescente d’impianti di riscaldamento sarà dotato di pompe termiche. In questo modo proteggeremo il clima e risparmieremo complessivamente molta energia.

Resteremo presto senza elettricità?

No, non avverrà così a breve. La Svizzera è legata alla rete europea. Grazie allo scambio internazionale, è possibile far fronte alle strettoie e alle eccedenze regionali. Tuttavia, la Confederazione prevede una carenza di energia elettrica in Svizzera a decorrere dal semestre invernale 2018. Poiché, infatti, scadranno i contratti a lungo termine con la Francia. Al contempo è prevista la chiusura delle centrali nucleari Beznau I e II, come pure di Mühleberg. E tutto questo mentre il nostro consumo è in continuo aumento. Ciò significa che sarà necessario acquistare a breve termine sempre più energia elettrica, a prezzi che facilmente saranno il doppio di quelli della produzione propria. La mancanza di capacità di produzione delle centrali elettriche significa però che in condizioni estreme la situazione diventerà precaria e che l’approvvigionamento non potrà essere sempre assicurato. Esistono condizioni estreme nelle giornate fredde durante la calura estiva, quando occorre più energia della la produzione interna. In tali situazioni, anche dall’estero non può provenire nessun aiuto. Per assicurare una sicurezza d’approvvigionamento è perciò indispensabile cominciare ad agire.

Da dove proverrà in futuro la elettricità?

Meglio se da fonti diverse, proprio come oggi. Attualmente, l’energia elettrica proviene per il 55% dall’energia idroelettrica e per il 40% circa da quella nucleare. Il restante fabbisogno è garantito da fonti diverse e per il 2% dalle nuove energie rinnovabili, come l’energia elettrica dall’incenerimento di rifiuti, l’energia eolica o solare. Inoltre, importiamo energia elettrica in inverno e principalmente dalla Francia. Rispetto a quello di altri Paesi, l’attuale mix elettrico presenta un’elevata percentuale di energie rinnovabili ed è praticamente esente da CO2. Una fonte energetica risolutiva non esisterà neanche in futuro. Ogni vettore d’energia ha infatti i suoi vantaggi e svantaggi. Sarebbe perciò rischioso dipendere da un’unica fonte. La Svizzera intende ampliare le nuove energie rinnovabili entro il 2030, dagli attuali 0,15 TWh a 5,4 TWh. Tuttavia, questa strategia è insufficiente per far fronte alla penuria di energia elettrica. Di conseguenza, i fornitori progettano d’investire nei prossimi 30 anni almeno 30 miliardi di franchi in impianti, in grado di erogare 30 TWh di energia elettrica all’anno. A tal fine saranno necessarie grandi centrali elettriche, di tipo nucleare oppure a gas a ciclo combinato.

Quanto costerà in futuro l’elettricità?

Anche se recentemente l’aumento dei prezzi dell’elettricità ha dato adito a molte discussioni, in Svizzera questi prezzi rimangono convenienti se paragonati a quelli in vigore nei vicini Paesi europei. Uno dei motivi del basso livello dei prezzi svizzeri è il commercio dell’energia elettrica con l’estero: grazie alle nostre centrali elettriche ad accumulazione, spesso siamo in grado di offrire energia elettrica per far fronte ai carichi di picco. I proventi di questo commercio tornano a vantaggio delle nostre consumatrici e dei nostri consumatori, appunto sotto forma di prezzi convenienti. Le cause del recente aumento di prezzi vanno individuate nelle imposte e nelle tasse di estrazione, negli investimenti nelle reti e nelle centrali elettriche, come pure negli adattamenti resi necessari dall’apertura del mercato dell’energia elettrica. Una parte delle imposte serve a promuovere le nuove energie rinnovabili, i cui costi sono spesso nettamente superiori ai prezzi di mercato. Un’intelligente miscela di differenti fonti d’energia garantisce che anche in futuro l’energia elettrica sia prodotta nel rispetto dell’ambiente e in modo che il suo prezzo rimanga accettabile.

Abbiamo bisogno di nuove centrali nucleari?

I nostri consumi di energia elettrica continueranno ad aumentare, proprio mentre la nostra società sta diventando energeticamente più efficiente e desideriamo proteggere il clima. Perciò la Svizzera non può fare a meno di sostituire le tre centrali nucleari più vecchie, come pure, alla loro scadenza, i contratti d’acquisto d’energia elettrica con la Francia. Altrimenti, secondo la stima fatta dalla Confederazione, entro il 2035 ci mancherebbero fra i 10 e 25 TWh di energia. Per varie ragioni, ingenti importazioni di energia elettrica non sono una soluzione adeguata. Si promuovono invece le nuove energie rinnovabili, che però potranno coprire solo una minima parte dell’energia elettrica mancante. Pertanto, la risposta alla domanda è: alla Svizzera occorrono nuove centrali elettriche di grandi dimensioni. Fra le possibilità figurano quelle nucleari, a gas a ciclo combinato e, in teoria, anche a carbone. In pratica, per la Svizzera entrano però in linea di conto soltanto le prime due (centrali nucleari invece e a gas a ciclo combinato). La produzione dal gas naturale libera CO2, ma è possibile in via transitoria. L’energia nucleare è quasi esente da CO2, ma produce scorie radioattive. In Svizzera esistono i presupposti tecnici per uno smaltimento sicuro e a tal fine è in atto una ricerca di siti.

Fino a che punto le nostre energie rinnovabili sono sufficienti?

Le energie rinnovabili contribuiscono già in larga misura alla copertura del fabbisogno energetico. Grazie alle centrali idroelettriche, essi forniscono più del 55% della produzione di energia elettrica nazionale. Ciò permette alla Svizzera di occupare un posto d’avanguardia a livello europeo nelle energie rinnovabili. Le cosiddette nuove energie rinnovabili forniscono un contributo del 2%. Le fonti più importanti sono i rifiuti e le acque di scarico, seguite da biomassa, vento e fotovoltaico. Le prime due sono difficilmente ampliabili, la biomassa invece sì. Il vento e in particolare il fotovoltaico dispongono, almeno in teoria, di potenziali molto grandi; in pratica, tuttavia, il volume realizzabile è anch’esso limitato dall’ubicazione geografica, dalla tutela di paesaggio e natura, dalla scarsa pianificabilità e dai costi elevati. Una nuova opzione è rappresentata dallo sfruttamento del calore terrestre per mezzo della geotermia di profondità. Tuttavia, occorre valutarne la fattibilità tecnica. I fornitori di energia elettrica sostengono l’obiettivo della Svizzera di potenziare le nuove energie rinnovabili fino a 5,4 TWh entro il 2030 e hanno lanciato numerosi progetti. Ancora maggiore di quello per la produzione di energia elettrica è il potenziale delle nuove energie rinnovabili per il riscaldamento e l’acqua calda, sempre più spesso utilizzato in Svizzera.

Che cosa significa efficienza energetica?

L’efficienza energetica esprime il rapporto fra utile e profitto rispetto all’impiego di energia. Il consumo di un frigorifero moderno, per esempio, è meno della metà di quello di un vecchio modello. Le lampadine a risparmio energetico hanno un’efficienza fino all’80% superiore a quella delle convenzionali lampadine a incandescenza. Le indicazioni sull’efficienza energetica di un prodotto si trovano sulla sua etichetta energetica. Il risparmio non riguarda soltanto gli apparecchi di uso quotidiano: esso è possibile anche nell’artigianato e nell’industria, nelle centrali elettriche e nelle reti. Anche qui vale la regola: ciò che sembra minimo nel singolo caso, può significare quantità totali notevoli. L’efficienza energetica è uno dei pilastri della politica energetica della Confederazione. Essa conduce a un sensato e riguardoso trattamento delle risorse energetiche, senza che nessuno debba rinunciare alle comodità. L’efficienza energetica non riguarda soltanto le applicazioni dell’energia elettrica, ma il nostro intero consumo: in futuro le fonti energetiche fossili per il riscaldamento e la mobilità saranno soppiantate dall’energia elettrica. Una scelta che fa bene all’ambiente e al nostro portafoglio. Tuttavia, il consumo di energia elettrica è in aumento.

Come influisce l’elettricità sul clima?

Grazie all’energia idroelettrica e a quella nucleare, l’energia elettrica prodotta in Svizzera è quasi del tutto esente da CO2. Siamo tuttavia un’eccezione: nel resto del mondo, la produzione da carbone, gas e petrolio provoca il 40% circa delle emissioni di CO2, corresponsabili del riscaldamento climatico. In Svizzera, le emissioni di CO2 sono prodotte principalmente dagli impianti di riscaldamento e dalla mobilità. La Svizzera deve ridurre il consumo delle fonti energetiche fossili, sostituendo con termopompe gli impianti di riscaldamento a gas e a gasolio e promuovendo l’uso di veicoli a trazione elettrica. Questa scelta provocherà un aumento dei consumi di energia elettrica. Tuttavia, il bilancio per il clima e il consumo energetico si rivelerà positivo, come illustra ottimamente l’esempio dell’auto a trazione elettrica. Dal punto di vista dell’intera catena energetica, il grado di rendimento di questo veicolo è del 46%, mentre quello di una vettura convenzionale è del 16%. Perciò, con la stessa energia, l’auto a trazione elettrica percorrerà una distanza tre volte maggiore e offrirà presto un livello di comfort paragonabile.